EV Magazine
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La Mostra en-plein-air di EV
Il gusto di un territorio si ritrova nei suoi piatti tipici. Nei suoi profumi, nei rumori delle vie. Nelle visioni silenziose della sua vita che scorre. Da qualche mese, il gusto della regione insubrica (Lombardia e Piemonte settentrionali, Canton Ticino svizzero) si ritrova anche sfogliando le pagine della rivista EV magazine: le sue belle foto, prodotto originale di professionisti, gli articoli e le suggestioni dei suoi servizi, restituiscono a un attento lettore gli innumerevoli gusti di questa ricca area prealpina.
Ben presto, i gourmet del territorio potranno godere anche di un altro sapore. Nasce infatti l'evento espositivo di EV magazine, una grande mostra en-plein-air che presenta gigantografie itineranti a testimonianza del lavoro documentario e interpretativo che la redazione e la direzione della rivista stanno realizzando.
Un'occasione per conoscere e promuovere EV, certo. Ma anche un'occasione per conoscere e promuovere il territorio insubrico che EV rappresenta. Per consentire, sia ai residenti sia ai viaggiatori, di guardare a questi luoghi, alla loro bellezza sorprendente, ai loro dettagli spesso confusi nel contesto ambientale, con uno spirito nuovo. Da non dimenticare, poi, l'alto significato che la volontà di rappresentare un territorio transnazionale assume: la bellezza, così come il gusto e il turismo, non hanno confini.
La visita alla mostra di EV magazine offrirà forse anche la possibilità di scoprire posti sconosciuti a due passi da lì, e ai più attivi susciterà la voglia di partire alla ricerca di quegli scorci, di quelle icone e di quelle atmosfere.
Per tutta l'estate, cinquanta pannelli di grande formato (m. 2x1) arricchiranno l'arredo urbano della regione insubrica. Di città in città, nelle piazze del centro, incontrerete le splendide immagini di questo territorio proposte dai fotografi di EV. La visita sarà libera per modalità e orari.
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In edicola
Reportage
Bianco vigezzino
Torniamo a Santa Maria Maggiore, e l’inverno ci regala la Piana

Il nostro lungo viaggio a puntate sul
binario della Ferrovia Vigezzina, che
l’anno scorso ci ha accompagnato – nei mesi e attraverso le stagioni – a
percorrere la risalita dolce ma tortuosa della bella
valle ossolana solcata dal Melezzo Orientale, si
concludeva con una promessa, quasi un imperativo
emotivo: qui dovremo tornarci il prossimo
inverno, con la neve.
Ed eccoci arrivati, ora. I giorni festivi dell’inizio
dell’anno, una volta tanto, non sono responsabili
della suggestione del luogo. Qui lo spumoso candore
e i cristalli di gelo restituiscono allo sguardo
il carattere selvaggio eppure familiare di questa
montagna di confine, e connotano di una personalissima
impronta sia la visita turistica sia la semplice
passeggiata.
Valsesia sugli sci

Esplorare i dintorni di Alagna nel silenzio di una natura davvero incontaminata
Parlare di Alagna, in Valsesia, significa parlare, inevitabilmente, di tre mondi a confronto. Di tre realtà. Di tre regni distinti che, pure, coesistono. Nel paese di Alagna, chiuso nella parte alta della Valsesia, tra le montagne innevate dal freddo, esistono tre paesi distinti. Il primo è il paese che esisteva prima che esistesse il paese: è la natura incontaminata, è l’aria gelida e tagliente dell’altura, è l’affilato profilo delle montagne, coperte di alberi ossuti e ghiacciati -che aspettano la primavera per coprirsi di nuovi abiti smeraldini – oppure nude e rocciose, vestite soltanto di gelo.
Ai piani di Artavaggio, storia di una volpe

Paesaggi e ambienti naturali incontaminati, adatti ad un turismo sportivo e familiare
Sì non sono proprio i miei luoghi ma
ogni anno ci torno. Qui ho perso il
mio maschio. È sparito sotto la neve,
non riusciva a muoversi, e alla fineè arrivato l’uomo. Io ero poco distante, nascosta in
un tronco.
Sono giunta ai piani attraverso la macchia boschiva
che riveste i pendii, ai faggi si alternano macchie
di betulle e abeti. Cerco cibo, e il mio maschio
che non c’è più. Ho corso, soffermandomi solo
per sentire nell’aria il profumo della neve. Polvere
iridescente portata dal vento che mi ha bagnato
il naso e le orecchie prima, piccoli coriandoli
scintillanti poi. Grandi fiocchi mi impediscono
la corsa, all’approssimarsi dei piani. Cerco tracce,
ma la neve le cancella.
Il mare d’inverno
Dopo una giornata di sci, un tuffo alle terme sulle rive del lago
Suggestioni golose
Una vacanza nelle valli bergamasche, per coniugare la comodità con le bellezze naturali e la buona tavola
Reportage
Sci di fondo a Riale, prodotti tipici a Ponte, relax alle Terme di Premia
Valli Antigorio, Divedro e Formazza
Quando arriviamo a Riale lo spettacolo è sorprendente, per quanto
neutrale, vuoto, impercettibile. Per
arrivare al termine della valle, laddove
la diga del Morasco imprigiona il lago
ghiacciato, abbiamo dovuto muoverci sulla
strada pulita, contornata da pareti di neve bianchissima.
Una volta sul posto, contempliamo
le vette bianche, il cielo bianco, la terra bianca,
notando subito l’assenza delle persone per le
quali ci siamo recati lì: gli sciatori di fondo.
Guardo Luca – che sta controllando che lo
zaino contenga gli obiettivi, la macchina fotografica
e il cavalletto – lanciandogli un’occhiata
piuttosto eloquente: «È per questa solitudine
che ci siamo svegliati alle cinque?». Lui
capisce il mio stato d’animo. Ride: «Prendiamo
un caffè? Credevo che si svegliassero prima, gli
sciatori di fondo».
San Gaudenzio, amarcord di una celebrazione
A Novara tutti riuniti per la festa del patrono
L’entusiasmo è una scala …di note, in libertà
A colloquio con Alessandro Maria Carnelli, direttore d’orchestra
Nuove foto del mese dei nostri fotografi
Viaggio al centro della terra
La grande impresa del ventunesimo secolo per migliorare i trasporti in Europa
"La Galleria di base del San Gottardo, che con i suoi 57 km. è la galleria più lunga del mondo, rappresenta il centro vitale del nuovo collegamento transalpino orientato verso il futuro. Questa grande impresa del ventunesimo secolo porterà ad un notevole miglioramento nei viaggi e nei trasporti all’interno dell’Europa”. Questa è la dicitura ufficiale sulla guida dei lavori fornita dalla società AlpTransit San Gottardo, che gestisce i consorzi che stanno lavorando a questa opera epocale. Per chi – con i suoi occhi – ha visto quanto c’è sotto quella catena alpina, tale dicitura appare quasi riduttiva. Quella che in molti hanno definito la costruzione del secolo è davvero molto di più: è un viaggio incredibile fino al centro della terra, quasi fosse uscito da un tarmato libro di Jules Verne.
dicembre 2009
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Tre castelli, un patrimonio
Bianco Devero
Romantica cartolina
Il restauro delle parole antiche
A colloquio con Giuseppe Frasso, docente di letteratura italiana presso l’Università Cattolica di Milano





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