Il mare d’inverno



Dopo una giornata di sci, un tuffo alle terme sulle rive del lago
Non fosse per quelle maestose cime
già innevate, per il frizzante maestrale
che sbuffa, di quando in quando
increspando foglie e acqua, si potrebbe
pensare di essere voltati in uno scorcio
del Mediterraneo. Siamo invece a Locarno, in
una delle punte del Lago Maggiore, nel Canton
Ticino, a pochi chilometri dal confine piemontese
e lombardo, sponde che conobbero nei due
secoli passati il turismo d’élite delle grandi famiglie
aristocratiche europee. Il lago, le montagne – non sembrava vero ai viaggiatori del classico
Grand Tour ottocentesco arrivare qui e trovare
due cose così diverse e così uguali. “Se per caso
si hanno un cuore e una camicia, bisogna vendere
la camicia per vedere i dintorni del Lago Maggiore”.
Queste le parole di uno dei frequentatori di
questi posti, Stendhal. Ma in questi luoghi usarono
la penna anche Dumas, Byron, Rousseau,
Montesquieu, tutti impegnati a raccontare il
Mediterraneo delle Alpi.
A noi, in uno di questi meravigliosi scorci, si para
d’innanzi una nuova ed immensa struttura in
grado di imbrigliare l’acqua, di gestirla, lavorarla,
contenerla, per regalarla in una forma ludica ai
moderni viaggiatori dei vecchi Grand Tour europei.
Siamo al centro balneare regionale (CBR), al
Lido di Locarno, declinato al maiuscolo perché questo è il nome dello sforzo economico, ingegneristico
e umano che c’è dietro al progetto di
ben otto vasche, tra esterne ed interne di cui una
termale, enormi scivoli con looping mozzafiato,
restaurant, wellness, tutto a pochi metri da un’ansa
di lago balneabile immersa nel verde. Che non è poco, che offre qualcosa di più, di diverso rispetto
all’offerta di promozione balneare di tutta la regione
prealpina.
Va precisato, infatti, che non esiste, ad oggi, un
impianto del genere in tutta la regione di confine
transfrontaliera. «Abbiamo studiato e pianificato
un’offerta a 360 gradi, per tutte le esigenze – ci dice il
direttore Christophe Pellandini – per gli sportivi,
per gli amanti del relax, per le famiglie, per ogni categoria
e per tutte le stagioni». Il lavoro espresso la
dice lunga sulla qualità e sulla precisione svizzera:
i materiali presenti nella struttura sono prevalentemente
legno e vetro, immersi nel verde a bordo
lago. Le trasparenze rendono ancora più emozionante
la visione del panorama alpino che si trova
di fronte colui che nuota, al caldo d’inverno, al
fresco d’estate. All’interno ci sono le enormi vasche disposte con
assoluto rigore, con un immancabile orologio
svizzero che svetta sopra le piscine, marchio di
garanzia di una regione che, con questa struttura,
ha voluto colmare un gap nell’offerta turistica balneare
lacustre. Novità assoluta sono poi i quattro
scivoli ispirati ad altrettanti fiumi che alimentano
il lago Maggiore in quel tratto ticinese, scivoli
con discese mozzafiato, fino all’adrenalinico primo
looping in Svizzera.
Nulla da dire sulla possibilità di sfruttare entrambe
le acque, compresa quella dolce del lago che, in
questa zona, ospita gli affluenti di tre importanti
fiumi prealpini che nascono in alte vette, fiumi
capaci di alimentare e ossigenare le già purificate
acque del lido di Locarno. Grande attenzione è stata prestata anche alle fonti energetiche pulite,
nemmeno a dirlo, per far funzionare tutto l’impianto. «Non potevamo sottovalutare l’importanza
di questo aspetto – conclude il direttore Pellandini – per questo ci siamo adoperati affinché l’impianto potesse
funzionare mediante l’energia sviluppata da una
termopompa e da ben 62 panelli solari, moltiplicabili
all’occorrenza, tutto nel rispetto del nostro ambiente».
Insomma, non bisogna aspettare l’estate per poter
mettere piede in questo straordinario impianto. I
vantaggi non stanno solo nella struttura ma anche
nella flessibilità oraria di apertura, in grado di
accontentare tutti, dall’uomo d’affari che desidera
fare una nuotata in pausa pranzo, alla famiglia che
desidera passare una giornata in riva al lago, fino
al temerario che vuole avventurarsi nella vasca
termale esterna, raggiungibile attraverso il tunnel
di servizio delle piscine interne tutto l’anno.
Tale vasca merita un accenno a parte, vista la sua
unicità nella zona: l’area è dedicata al relax con
lettini, idromassaggi, bolle calde, con la possibilità di mettersi a bordo vasca, all’altezza del lago,
osservando in tutta tranquillità le Alpi dalla
propria postazione riscaldata. Gli orari – si diceva – sono a disposizione del cliente: da lunedì a venerdì gli impianti sono aperti dalle 08.30
alle 22, mentre sabato e domenica dalle 08.30
alle 20.30. Il nuovo anno conoscerà poi l’inizio
di corsi di aquagym e di nuoto per i bambini, da
inesperti fino al perfezionamento.
Insomma, questo è un lembo di terra e di acqua
capace di evocare il mare anche in inverno.
Info: tel. +41 (0)91 7599000,
email info@lidolocarno.ch.
fotografie: Giovanni Fasoli
testo: Simone Della Ripa

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